Reperti archeologici ritrovati in Albere Spianà Postumia a Verona

Moltissimi sono stati i reperti archeologici ritrovati lungo via Albere, tratto dell’antica via consolare romana Postumia, e necropoli zona Spianà a Verona, condotti dalla Soprintendenza Archeologia del Veneto.

Il materiale è stato asportato, studiato, in parte già restaurato, e si trova ben custodito in ampi magazzini in attesa di venir esposto al pubblico all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Verona in Stradone San Tomaso, 3 .

Archivio archeologico Soprintendenza Verona Albere Spianà

Archivio archeologico della Soprintendenza di Verona

Quando si effettuano degli scavi si producono documentazione, fotografie, piante, relazioni di scavo: tutti elementi che vanno a comporre un  fittissimo archivio che viene numerato, archiviato, ed è consultabile con tutte le cautele da personale autorizzato.

I depositi della Soprintendenza

Oltre agli archivi i reperti sono conservato in depositi di migliaia di metri quadri, stipati in casse su scaffalature alte fino al soffitto. Uno dei depositi a  Verona si trova in un grande complesso al Pestrino, un deposito più piccolo si trova in piazza San Fermo nella sede della Soprintenza a Verona (da cui queste immagini), ed un altro grandissimo deposito è quello della Polveriera San Zeno.

Nell’immagine il dettaglio di due faldoni in particolare:

uno blu riporta la dicitura “SCHEDE N – Monete necropoli SPIANA’ – I.G. 05/00121983 – 05/ 00122032 – Compilate da: dr. A. ARZONE – Anno 1990″

l’altro verde “SCHEDE RA – Materiale lapideo dalle necropoli di P.ta Palio e Spianà – Materiale lapideo da P.zza Vescovado e da via Rosa – 05/ 00136529 – 05700136557 – Compilatore: dr. Buonopane anno 1992″

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Ogni scavo archeologico produce centinaia di casse che necessitano di lavoro, spese, manutenzione e spazio per l’archivio. Gli archivi cartacei, come anche gli archivi dei materiali, crescono tutti i giorni e lo spazio è sempre insufficiente: i beni delle civiltà del passato potrebbero seppellire, come quantità, quelli moderni.

Non è possibile fare una selezione dei pezzi per arginare il problema della mancanza di spazi sufficienti, perchè ogni pezzo è una testimonianza, buttare anche un solo pezzo equivarrebbe a stracciare una pagina della storia. L’archeologo ha quindi il dovere di conservare tutto: anche quei reperti che oggi potrebbero sembrare meno importanti o interessanti vanno consegnati ai posteri. Le analisi di oggi sono sempre più sofisticate di quelle di ieri, e ciò che in un’epoca poteva raccontare poco, agli archeologi venuti in seguito ha svelato moltissimo.

Reperti dalle necropoli Albere Spianà

Reperti in ardesia, argento, bronzo

Fibula in bronzo: ritrovata nella tomba di una donna, ben conservata e ancora funzionante, si tratta di un antico accessorio che impreziosiva l’abito probabilmente chiudendolo all’altezza della spalla, altri dettagli in Juliet/Julia/Giulietta

Conchiglie

Due conchiglie marine sono state trovate nella tomba 269 della necropoli Spianà a Verona. Si tratta di una conchiglia acanthocardia tuberculata che poteva servire da ciotolina per mescolare le polveri per il trucco, e una conchiglia ciprea simbolo dell’acqua quale forza rigeneratrice e fonte di vita.

Reperti in ferro, lapidi, laterizi

Antica fornace risalente al I sec. d.C., altri dettagli in Fornace romana di via Prima Traversa Spianà Verona

Reperti in madreperla, oro, osso

Sono stati trovati due dadi da gioco in osso all’interno della tomba 269, probabilmente la tomba di una donna, alla necropoli Spianà a Verona.

Provengono dalla medesima tomba oggetti da toeletta in osso, utili per uso cosmetico, uno strigile, un cucchiaio, una spatola e una conocchia per filare probabilmente la lana.

Lo strigile (dal greco στλεγγíς stlenghís, si veda in italiano il verbo strigliare) è uno strumento usato anticamente per raschiare, pulire la pelle durante il bagno, o nello sport da un eccesso di olio o sudore.

Scheletri

Corpicino inumato risalente al primo secolo d. C. della probabile età di circa 6 mesi, altri dettagli in Juliet/Jiulia/Giulietta.

.Nella tomba 137 della necropoli della Spianà è stato ritrovato questo scheletro perfettamente conservato grazie al terreno sabbioso e ben drenato. Si tratta di un uomo  del I sec. d. C. alto circa 170 cm. In vita aveva subito un trauma: si era fratturato una costola che poi si era rinsaldata, è visibile il callo osseo conseguente.

Sepolto con lui un rilevante corredo funebre comprendente una borraccia in terracotta, vicino al cranio, alcuni vasi in vetro, e una moneta posta in una posizione particolare, tra le dita medio e anulare della mano sinistra.

Reperti in terracotta, vetro

Trovati nella tomba 269 della necropoli della Spianà, probabilmente femminile, alcuni reperti in vetro, certi intatti altri purtroppo in numerosi frammenti. In questa immagine in alto un vaso, un’ olletta ( dal latino aula pentola) usato per contenere unguenti, e una piccola brocca con manico; si noti nel confronto lo straordinario lavoro di restauro.

Altri oggetti in vetro rinvenuti nella medesima tomba sono una coppa e un balsamario.

Nei luoghi degli scavi è stata ritrovata tutta una serie di altri vetri soffiati trasparenti o raramente colorati in  giallo, verde e azzurro, come ampolle, vasi e piatti, così ampia da far supporre che a Verona a quel tempo ci fosse una fabbrica di vetro. Oppure, dato che i vetri prodotti con la tecnica della soffiatura sono di origine orientale, potrebbero essere frutto del fiorente scambio commerciale con Aquileia, sede di un’importante industria vetraria, che distribuiva i suoi prodotti in tutta l’Italia settentrionale.

Scheda della tomba 269 della necropoli Spianà a Verona con immagine dei  reperti restaurati – in academia.edu

Corredo Funerario rinvenuto nel maggio 1990 a Verona in località Spianà nella tomba n. 269 – in Restituzioni


Fonti


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