Reperti archeologici ritrovati in Albere Spianà Postumia a Verona

Moltissimi sono stati i reperti archeologici ritrovati lungo via Albere, tratto dell’antica via consolare romana Postumia, e necropoli zona Spianà a Verona, condotti dalla Soprintendenza Archeologia del Veneto. 

Reperti in ardesia, argento, bronzo

Fibula in bronzo: ritrovata nella tomba di una donna, ben conservata e ancora funzionante, si tratta di un antico accessorio che impreziosiva l’abito probabilmente chiudendolo all’altezza della spalla, altri dettagli in Juliet/Julia/Giulietta

Conchiglie

Due conchiglie marine sono state trovate nella tomba 269 della necropoli Spianà a Verona. Si tratta di una conchiglia acanthocardia tuberculata che poteva servire da ciotolina per mescolare le polveri per il trucco, e una conchiglia ciprea simbolo dell’acqua quale forza rigeneratrice e fonte di vita.

Reprti in ferro, lapidi, laterizi

Antica fornace risalente al I sec. d.C., altri dettagli in Fornace romana di via Prima Traversa Spianà Verona

Reperti in madreperla, oro, osso

Sono stati trovati due dadi da gioco in osso all’interno della tomba 269, probabilmente la tomba di una donna, alla necropoli Spianà a Verona.

Provengono dalla medesima tomba oggetti da toeletta in osso, utili per uso cosmetico, uno strigile, un cucchiaio, una spatola e una conocchia per filare probabilmente la lana.

Lo strigile (dal greco στλεγγíς stlenghís, si veda in italiano il verbo strigliare) è uno strumento usato anticamente per raschiare, pulire la pelle durante il bagno, o nello sport da un eccesso di olio o sudore.

Scheletri

Corpicino inumato risalente al primo secolo d. C. della probabile età di circa 6 mesi, altri dettagli in Juliet/Jiulia/Giulietta.

.Nella tomba 137 della necropoli della Spianà è stato ritrovato questo scheletro perfettamente conservato grazie al terreno sabbioso e ben drenato. Si tratta di un uomo  del I sec. d. C. alto circa 170 cm. In vita aveva subito un trauma: si era fratturato una costola che poi si era rinsaldata, è visibile il callo osseo conseguente.

Sepolto con lui un rilevante corredo funebre comprendente una borraccia in terracotta, vicino al cranio, alcuni vasi in vetro, e una moneta posta in una posizione particolare, tra le dita medio e anulare della mano sinistra.

Reperti in terracotta, vetro

Trovati nella tomba 269 della necropoli della Spianà, probabilmente femminile, alcuni reperti in vetro, certi intatti altri purtroppo in numerosi frammenti. In questa immagine in alto un vaso, un’ olletta ( dal latino aula pentola) usato per contenere unguenti, e una piccola brocca con manico; si noti nel confronto lo straordinario lavoro di restauro.

Altri oggetti in vetro rinvenuti nella medesima tomba sono una coppa e un balsamario.

Nei luoghi degli scavi è stata ritrovata tutta una serie di altri vetri soffiati trasparenti o raramente colorati in  giallo, verde e azzurro, come ampolle, vasi e piatti, così ampia da far supporre che a Verona a quel tempo ci fosse una fabbrica di vetro. Oppure, dato che i vetri prodotti con la tecnica della soffiatura sono di origine orientale, potrebbero essere frutto del fiorente scambio commerciale con Aquileia, sede di un’importante industria vetraria, che distribuiva i suoi prodotti in tutta l’Italia settentrionale.

Scheda della tomba 269 della necropoli Spianà a Verona con immagine dei  reperti restaurati – in academia.edu

Corredo Funerario rinvenuto nel maggio 1990 a Verona in località Spianà nella tomba n. 269 – in Restituzioni


Fonti


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