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Via Albere storia recente

Via Albere Verona strada consolare romana Postumia

Via Albere Verona (in giallo) strada consolare romana Postumia (in bianco)

Perchè si chiama via Albere

Compare in documenti di inizio Duecento (1215) il toponimo Albere, ossia boschi di pioppi, ed è riferibile a una contrada individuabile lungo l’omonima Via Albere a Verona.

Il nome latino del pioppo bianco è Populus alba, alba dal latino ălbus che significa bianco, la sua corteccia è infatti grigio chiaro ed è simile a quella della betulla; questo pioppo è detto anche  albera, da cui il nome di diversi luoghi in Italia ricchi di queste piante.

Ancor oggi si trovano alcuni pioppi bianchi nella necropoli romana Albere Spianà.

L’odierna via Albere prende il nome dalla contrada Albare, così verbalmente chiamata dagli abitanti della zona dove crescevano spontaneamente alberi di pioppo, in dialetto “albare“.

Via Albere quando era detta la Levà

In precedenza, in epoca alto medievale, via Albere veniva chiamata la Levà, in quanto la strada era costituita da un terrapieno a “schiena d’asino” rialzato, sol-levato appunto,  rispetto al terreno circostante in modo da favorire lo scolo delle acque piovane in due canali laterali. Con la manutenzione poi periodicamente veniva portata nuova ghiaia sulla strada determinandone un continuo progressivo rialzamento, ancora oggi riscontrabile in alcune strade più antiche.

In epoca romana veniva detta via Postumia.

Come arrivò un orso in contrada Albere 1890

contrada albare verona www.viaalbereverona.com

In via Tintoretto 2, vicino a via Albere a Verona, in un giardino privato, si trova questo pozzo adornato da una vera in pietra (anello circolare che fa da bordo al pozzo), una lastra in pietra (trovata senza scritte, su cui poi è stata fatta incidere la scritta “Anno 1890 Contrada Albare Biondani Luigi” a ricordo dell’anno del ritrovamento) e la testa di un orso in pietra.

Era appunto il 1890 l’anno in cui il signor Biondani Luigi, bisnonno dell’attuale proprietaria, tornando con il carretto da Piazza Isolo dove era andato a vendere le sue verdure coltivate in contrada Albare, passando probabilmente per Ponte Nuovo, vide in riva al fiume Adige queste pietre. Non si sa da dove provenissero quei tre oggetti, il signor Biondani li caricò sul suo carretto e li portò a casa, nella zona della Spianà, in un’abitazione a pochi metri da quella attuale, ad abbellire un pozzo che offriva acqua freschissima.

1930, primi anni

Quartiere Ferdinando di Savoia (oggi quartiere Stadio) a Verona

Vista su via Albere, da Porta Palio al quartiere Stadio, allora quartiere Ferdinando di Savoia

28 marzo del 1944

In questa fotografia del 1951 è ritratta una mamma in bicicletta che accompagna i due figli su via Albere. Alle loro spalle la casa crollata di via Albere, al civico 92, ora ricostruita dopo il bombardamento americano. Era il 28 marzo del 1944 quella sera, la casa crollò, una mucca morì, il suo vitello si salvò e per lo spavento corse via nella campagna della Spianà.

seconda guerra mondiale via albere verona postumia

1980, primi anni 

Un’immagine di via Albere a Verona  dei primi anni ’80. A destra si trova la fabbrica di piastrelle Biondani. Sono appena visibili la casa e la fabbrica di macchine utensili Pama (azienda attiva sino agli inizi degli anni ’90). Sullo sfondo il complesso residenziale Palladio in costruzione.

Via Albere Verona 1980

 


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