Fornace romana di via Prima Traversa Spianà Verona

La fornace romana di via Prima Traversa Spianà

A lato della necropoli Albere Spianà, da cui la separava un muro di cui sono stati ritrovati i resti, si trova, in via Prima Traversa Spianà 3, questa antica fornace risalente al I sec. d.C.

Cosa si rinvenne nel cantiere archeologico

Tra febbraio e dicembre del 1990,  avvenne il ritrovamento di questa ed altre 2 fornaci , con camere di combustione, arco tra prefurnio e camera di combustione, pavimentazione, tratti di mura, resti di edifici – con tettoie -utilizzati per essiccare i mattoni d’argilla,  e di cisterne per la levigazione e l’inumidimento dell’argilla:

tutto questo testimonia la presenza di un antico insediamento industriale romano in Albere Spianà.

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Prima di questa scoperta si pensava che i mattoni venissero portati a Verona da fuori città, più probabilmente da Pescantina, a 15 chilometri di distanza.

A Pescantina infatti si trova una fornace in cui, in tempi remoti, venivano costruiti mattoni con acqua, sabbia e argilla, poi caricati su chiatte per essere trasportati a Verona sul fiume Adige.

Com’erano le antiche fornaci romane

Le fornaci erano dei forni, spesso parzialmente interrati per non disperdere il calore e per facilitare le operazioni di carico e scarico dei materiali, in cui venivano accesi dei fuochi per riscaldare, cuocere o fondere; una volta terminata la cottura si lasciavano raffreddare per poi venire estratti.

Più fornaci vicine, probabilmente fino a 5, davano origine ad un ciclo continuo razionalizzando le diverse fasi di lavorazione, si eliminavano cioè i tempi di attesa perché mentre 3 fornaci erano occupate ecco che la quarta era pronta per essere scaricata dal prodotto finito e la quinta pronta per essere caricata e per riaccendevi il fuoco.

Una volta terminato il ciclo di cottura i materiali avevano necessità di raffreddarsi per diventare resistenti; i mattoni venivano posti all’aperto sotto grandi tettoie, sostenute da pilastri, di cui sono state ritrovate infatti le tracce nell’impianto Albere Spianà,  per un lasso di tempo variabile a seconda della stagione e del clima e per evitare che il contatto diretto con i raggi del sole o con la pioggia spaccasse o fessurasse i prodotti finiti.

Cosa si produceva nelle fornaci Albere Spianà

Oggi invece sappiamo che è qui alla Spianà, sulla via Postumia quindi, in un’area di ben 8.600 mq., di cui 1.600 ancora inesplorati, che venivano prodotti mattoni per l’edilizia, tegole ed embrici ( da imbrex, tegole trapezoidali in cotto a protezione dalla pioggia, dal latino imber ovvero pioggia).

Le fornaci si distinguono in forme rotonde e quadrangolari: in linea generale si attribuisce a quelle rotonde la produzione di vasi e a quelle quadrangolari la produzione di laterizi, anche se in Gallia, Italia e Grecia questa distinzione non è così netta.

Le fornaci rinvenute nell’impianto Albere Spianà sono di forma quadrangolare e il fatto che sono stati recuperati soltanto dei laterizi ai margini degli edifici ausiliari (capannoni e tettoie) fa ipotizzare che fosse appunto quella dei laterizi la produzione unica o prevalente.

Ecco da dove arrivavano i mattoni necessari alla necropoli, secondo i diversi tipi di sepoltura, e probabilmente per costruire gli edifici veronesi, come anche lArena, e la cinta muraria romana della città al tempo dei romani!

Di chi era la proprietà o la gestione delle fornaci?

Attualmente non è dato saperlo, ma dato il periodo storico si può anche ipotizzare che nel II sec. d C l’avesse ricevuta in eredità dal marito, e poi guidata con grande piglio imprenditoriale, Claudia Marcellina. In Corso Porta Borsari al numero 49 si trova ancora un blocco di pietra con un’iscrizione: era una volta la base di una statua dedicata proprio a Claudia Marcellina, figlia di Tiberio e moglie del console Bellicio Solerte.

arena mattoni necropoli albere spianà

“…I primi a costruire fornaci per mattoni e case
furono Eurialo e Iperbio, due fratelli di Atene; prima
gli uomini abitavano in caverne…” (Plinio)

Ricostruzione prospettica

Fiore all’occhiello degli scavi eseguiti è quindi  la fornace romana Albere Spianà di cui si vede la ricostruzione prospettica, con uno spaccato dell’interno, eseguita sulla base dei ritrovamenti.

ricostruzione fornace Spianà Albere Verona

La fornace di queste immagini è la meglio conservata tra quelle ritrovate, che non fu quindi abbattuta come le altre due per far posto alla necessità di costruire nuovi palazzi, ma venne anzi protetta con una struttura di cemento e vetro, e all’interno ricoperta con sabbia e un tessuto-non-tessuto in attesa di un intervento di restauro.

L’archeologo Peter Hudson  

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Tra maggio e luglio 1990 il responsabile di cantiere per le indagini archeologiche nell’area Albere-Spianà fu l’archeologo Peter Hudson, lavoro cui ha fatto seguire una sua dettagliata relazione.

Nel 2016 Peter Hudson è membro del Comitato Scientifico per il progetto  “Via Albere Verona, antica via Postumia e Necropoli Spianà” e, in particolare, è nominato Responsabile di cantiere nell’area archeologica della fornace e strutture accessorie annesse sotto la Direzione Scientifica della dott.ssa Giuliana Cavalieri Manasse. (In questa immagine Hudson è proprio davanti alla fornace romana di via Prima Traversa Spianà 3)

Intervista al dott. Peter Hudson su suoi scavi alla Spianà di Verona, ripreso in questo video dapprima davanti alla fornace Albere Spianà e poi davanti al sepolcreto.

Il dottor Hudson è venuto purtroppo a mancare l’8 gennaio 2019.

Nel maggio 2019 a lui è dedicato il libroVerona e le sue strade” Archeologia e valorizzazione.

Egli è sempre molto stimato e amato a Verona, città a cui ha dato tantissimo con il suo lavoro.

E’ in corso un’iniziativa allo scopo di far ottenere a Peter Hudson la cittadinanza onoraria veronese postuma.

santa lucia albere postumia necropoli

Perché non si conosceva l’esistenza di questa zona artigianale romana?

Perché le fornaci dopo un lungo periodo non vennero più utilizzate, e quindi abbandonate, non furono lasciati nemmeno gli attrezzi del mestiere sul posto. Gli edifici produttivi crollarono creando uno strato di sedimenti che ora si trovano a circa 40 centimetri di profondità.

Come si presenta la fornace Albere Spianà oggi

Ecco come si presenta la struttura protettiva della fornace oggi, in via Prima Traversa Spianà 3. Il cartello marrone che ne segnala la presenza fu fatto installare in pochi giorni da Valerio Luciani, consigliere della III Circoscrizione di Verona per gli anni 2012 – 2017,  in occasione dell’inaugurazione del Parco Postumia.

la fornace romana www.viaAlbereVerona.com

L’ Associazione Easy Green ha presentato, unitamente ad un Comitato Scientifico di professionisti, un progetto che contempla come prioritaria la ristrutturazione dell’antica fornace che la renderebbe così visibile ai cittadini e turisti di tutto il mondo;
il progetto ha già ottenuto l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologica di Verona.

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Primo studio di fattibilità per la ristrutturazione dell’antica fornace romana di via Prima Traversa Spianà 3

Aprile 2019: il condominio Antica Fornace autorizza formalmente l’associazione Easy Green a procedere, indicando questa variante di progetto. Nuovo architetto Agostino Basso

Maggio 2019: incontri dedicati alla scoperta e valorizzazione del territorio lungo la via Postumia e della fornace romana, la partecipazione è numerosa e attenta

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Partono i finanziamenti al restauro dell’antica fornace

Il 31 maggio 2019, durante l’annuale Festa di Primavera, un’ azienda di via Albere, la Viani Assicurazioni, per prima annuncia la partecipazione al finanziamento del progetto conservativo di restauro e valorizzazione dell’antica fornace romana del I sec d.C. di via Prima Traversa Spianà, progetto dell’associazione Easy Green

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Tutta la documentazione relativa al progetto restauro fornace romana


Sei appassionato di fornaci romane? Non mancare di visitare le Fornaci romane di Lonato del Garda di epoca simile.


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